Questa sera protesta contro il mega-impianto di Restinco
Gli aderenti ai circoli del Laboratorio Terrarossa di Mesagne, San Pancrazio Salentino e Francavilla Fontana si mobilitano contro la costruzione del megaimpianto di Restinco che definiscono “Fukushima”, ed invitano la società civile del territorio a partecipare numerosa all’assemblea provinciale che si terrà domani venerdì 16 dicembre, alle 18.00, presso la sede di “No al Carbone”, in via Porta Lecce 80, a Brindisi.“Come laboratorio Terrarossa – comunicano – abbiamo più volte messo in evidenza il dramma che si è consumato a danno dei nostri territori agricoli attraverso la liberalizzazione del fotovoltaico”. E aggiungono: “Abbiamo più volte denunciato la selvaggia speculazione che si è abbattuta sui nostri rigogliosi terreni agricoli, minando un settore che era già in profonda crisi e configurando una situazione di vera e propria devastazione ambientale”. Il Laboratorio Terrarossa ha chiesto più volte ai politici le ragioni di tale liberalizzazione ed auspica interventi atti a contenere gli enormi danni già avvenuti. “Pensavamo di aver ottenuto, con la nostra mobilitazione e le campagne di sensibilizzazione, almeno il risultato di bloccare la costruzione di futuri grandi impianti; purtroppo ci eravamo sbagliati perché così non è stato”.
Terrarossa è decisamente contraria alla decisione presa alla Regione Puglia che ha autorizzato un mega impianto a Restinco, in agro di Brindisi con la “Via” (valutazione d’impatto ambientale), che sottrae ben 65 ettari di territorio fertile all’agricoltura regalandolo, di fatto, alla speculazione. “Pensiamo che questo ultimo disastro rappresenti un vero e proprio colpo di grazia assestato al nostro territorio, già devastato dal fotovoltaico selvaggio”. E conclude: “Pensiamo sia necessario far sentire la nostra voce, oggi più che mai, attraverso una mobilitazione di tutto il territorio provinciale. Invitiamo a partecipare massicciamente all’assemblea provinciale che terremo domani a Brindisi. Facciamo sentire la nostra voce”.
Perdere questa occasione significa che il nostro territorio continuerà a sprofondare senza speranza. Gli aderenti a Terrarossa domani porteranno le loro proposte, le loro idee che non sono assolutamente in linea con quelle avanzate ed approvate dalla “politica regionale”.







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