Gli abitanti del Centro storico: “Non siamo collusi con la Scu”
Centro storico off-limits? Macché. “Stanno dicendo e scrivendo molte fesserie”. E’ arrivata da Roma per vivere a Mesagne, nel rione “famigerato” Centro storico, nei pressi di piazza Sant’Anna dei Greci. Vice con la figlia in piazzetta dei Ferdinando, ad un passo da via Mauro Capodieci dove fu assassinato Carlo Salati, alias “menzarecchia”.A Mesagne non ha parenti. “Ma tanti amici”, dice.
Matilde Mazzolani è romana di varie generazioni e nella capitale ha una abitazione nei pressi di piazza Navona e a Castel Sant’Angelo. Ma ha preferito vivere in questa città dove nel 2001 comprò la prima casa. Poi lo scorso anno ne ha acquistato un’altra. Sempre nel centro storico. “Ho fatto un progetto di vita, soprattutto per il futuro di mia figlia, che a Roma sarebbe stato irrealizzabile perché invivibile soprattutto per chi ha problemi di salute”. Se una persona si sposta con queste aspettative, certamente ha le sue buone ragioni. Aveva avuto altre possibilità, ma lei ha voluto scegliere a tutti i costi Mesagne ed il suo centro storico. “Dopo aver riflettuto ho scelto Mesagne perché qui mi trovo bene, perché la gente, fatte le dovute eccezioni, è brava e l’aiuto che ho ricevuto qui non l’avrei trovato altrove. A Roma certamente no”.
Matilde si è sentita personalmente offesa da quanto è stato detto e scritto in questi giorni sugli abitanti del centro storico. Ha conosciuto personalmente Gioconda Giannuzzo, la donna di Massimo Pasimeni. Qui la chiamano Angela. “Si la conosco e qualche volta ho parlato persino con Massimo. Ma questo non implica il fatto che io condivida le loro scelte. Chiaro? Io ho buoni rapporti con tutti quelli che hanno buoni rapporti con mia figlia Maria Rosa e con me. In dieci anni questo assunto non è stato mai smentito, non vedo perché devo essere accusata indirettamente di connivenza con la Sacra Corona Unita. Io faccio parte di tante associazioni culturali e mi proprio nuovo che faccia parte anche della Sacra Corona Unita”.
Matilde, archeologa in pensione, ex insegnante e borsista di varie accademie, ho scritto alcuni libri. Continua: “Sono stata tra le prime a comprare casa nel Centro storico e dopo di me altri forestieri, tra cui molti stranieri, hanno deciso di acquistare una casa in questo rione. Alcuni vengono solo in alcuni periodi dell’anno, ma io con mia figlia ci sto abbastanza tempo. Ho conservato la casa a Roma ed ogni tanto torniamo. Ma a Mesagne mi trovo bene, diversamente me ne sarei tornata a Roma”.
Ha imparato molte parole dialettali. “Bisogna documentarsi prima di parlare e scrivere”.
Cinzia è amica della signora Matilde. “Ma come si fa a dire che gli alberi con cui abbiamo abbellito i nostri vicoli sono stati acquistati con i soldi della Sacra Corona Unita. E’ falso. Quando abbiamo saputo che il Comune non aveva soldi per abbellire il tragitto del Natale nel Cuore, ci siamo autotassati di 15 euro a testa. Aiutammo anche una signora che non aveva soldi. All’iniziativa partecipammo circa venti residenti. Angela andò a comprarli perché era libera, la più disponibile e perché lei ha più fantasia. Gli addobbi sono frutto della sua fantasia ma li abbiamo acquistati con i nostri soldi. E’ una colpa? Noi lavoriamo tutto il giorno, nessuno ci dà un euro. Ci spezziamo la schiena. Guarda qui ci sono le bollette da pagare”. E’ un fiume in piena. “Molte notizie sono infondate, come quando si dice che la notte in cui furono arrestati Angela e Massimo uscirono in strada tutti gli abitanti per solidarizzare con loro. Eravamo solo cinque, tutti parenti di Giancarlo Rini che quella notte fu prelevato dalla sua abitazione per poi essere rilasciato”.
Cinzia oggi ho lavorato per sei ore tra i carciofeti. “Sono tornata a casa fracida di pioggia per 35 euro. Lo volete capire o no? Non siamo sul libro paga di nessuno. Ad Angela gli vogliamo bene, la nostra si chiama solidarietà e non connivenza. Mia sorella ha portato da mangiare ad Angela per due anni altrimenti si sarebbe morta di fame. Anche io quando ho cucinato un piatto che sapevo le piacesse glielo ho portato. Se mi avesse dato un solo euro lo avrei rifiutato. Tuttavia la vita di Angela e di Massimo non ci interessa”. Ma Penna ha dichiarato che la criminalità aiuta chi ha bisogno. “Questo non lo so. non so se c’è qualche famiglia che hanno aiutato; ma come si può colpevolizzare tutti gli abitanti. Noi andiamo a lavorare per vivere”.
Ma torniamo a quella notte. “Alle tre mi telefonò mia sorella perché la polizia era andata a casa sua pensando che li abitasse Giancarlo che è mio nipote, figlio di mio fratello Angelo”. Chi c’era in piazza Sant’Anna dei greci quella notte. “Il padre di Giancarlo Rini, la madre, io e mia sorella che siamo zie di Giancarlo e la cognata di Angela. Solo parenti, cinque parenti, non tutto il quartiere”. Non abbiamo inveito contro la polizia. “Siamo indignati, siamo cresciuti nel quartiere Sant’Anna e l’amiamo. Più volte abbiamo pitturato le case e le strade. Quando l’associazione Ja Nova ci fornì la calce per abbellire il quartiere dissero che era intervenuta la Scu. Adesso basta. Siamo stanchi”.
Conclude Cinzia. “Spesso alle tre di notte sono a Metaponto per lavorare; se ci dessero soldi non ci spezzeremmo ogni giorno la schiene. Vedi? Queste sono le nostre case. E nessuno si prenda il merito di aver rifatto nascere il Centro storico: se il rione Sant’Anna non è morto è solo merito nostro”.








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