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Caso Dimastrodonato: nota tecnica dell’ing. Perrucci, responsabile ufficio Urbanistico del Comune

Dal Palazzo

Inserito da il 9 agosto 2011 - 5:53

Ing. Claudio Perrucci

In relazione al diniego ad un progetto presentato da privati per la Realizzazione di una struttura da adibire a Residenza Sociale Assistenziale per Anziani e Disabili, dal punto di vista meramente tecnico, lo stesso nasce dal fatto che la richiesta struttura dovrebbe nascere in una zona di espansione C/1, priva di strumento urbanistico esecutivo (piano di lottizzazione o piano particolareggiato), e regolamentata dall’art. 48 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G.
In pratica la struttura interesserebbe solo una porzione dell’area del comparto C/1 (quella dei richiedenti) e, a parte ogni altra questione di merito tecnico, una siffatta situazione risulta in netto contrasto con il predetto art. 48 delle NTA che prescrive:
Art. 48 – Zona di espansione ( C ) : norme generali
Ogni intervento edilizio o urbanizzativo è subordinato alla approvazione di strumenti urbanistici esecutivi: Piano Particolareggiato o Piano di Lottizzazione ed alla loro totale o parziale inclusione nel Programma Pluriennale di Attuazione.
Detti strumenti devono impegnare tutta la maglia e/o comparto come perimetrati nella tav. 6, ….. Omissis ….
e dunque, da una breve lettura dei primi due commi del detto articolo, sia l’assenza di uno strumento esecutivo sia il fatto che l’intervento non interessi l’intera maglia del comparto, porta a delle ovvie e logiche conclusioni: la non conformità dell’intervento richiesto alle norme del PRG vigente.
Questa è la motivazione del primo diniego.
In seguito al primo diniego il progetto viene presentato al S.U.A.P. come “RICHIESTA DI PROVVEDIMENTO AUTORIZZATIVO UNICO facendo presente alla Responsabile che il progetto già presentato all’Ufficio Tecnico aveva avuto parere negativo sotto il profilo Urbanistico, ricevendo assicurazione circa la Convocazione della Conferenza dei Servizi”.
In tal caso, ci si voleva avvalere del disposto dell’art. 5 del D.P.R. 447/98, e fermo restando il parere di non conformità urbanistica, dalla lettura del detto articolo si evince con chiarezza che la convocazione della conferenza di servizi, è condizionata dal verificarsi di alcune condizioni e cioè:
1) lo strumento urbanistico non individui aree destinate all’insediamento di impianti produttivi;
2) ovvero queste siano insufficienti in relazione al progetto presentato
e poiché in ordine al primo punto tali strutture sono realizzabili in ampie aree del territorio comunale all’uopo destinate (zone F e zone B), il non verificarsi delle predette circostanze avrebbero portato il Responsabile del S.U.A.P a non poter motivare la convocazione di una conferenza di servizi.
Queste in sintesi le motivazioni di carattere tecnico.

Il Responsabile l’Ufficio Urbanistica

 


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